Cellule con timer rivelano una cronoarchitettura intestinale

 

 

LORENZO L. BORGIA

 

 

NOTE E NOTIZIE - Anno XXIII – 30 maggio 2026.

Testi pubblicati sul sito www.brainmindlife.org della Società Nazionale di Neuroscienze “Brain, Mind & Life - Italia” (BM&L-Italia). Oltre a notizie o commenti relativi a fatti ed eventi rilevanti per la Società, la sezione “note e notizie” presenta settimanalmente lavori neuroscientifici selezionati fra quelli pubblicati o in corso di pubblicazione sulle maggiori riviste e il cui argomento è oggetto di studio dei soci componenti lo staff dei recensori della Commissione Scientifica della Società.

 

 

[Tipologia del testo: RECENSIONE]

 

L’orologio biologico principale dell’organismo (master clock), sito nel nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo, ha una diretta influenza accertata su altri nuclei ipotalamici mediante connessioni interne, ma questa modalità di allineamento degli altri neuroni dotati di oscillatori fungenti da misuratori del tempo, non basta a spiegare la perfetta regolazione circadiana di tutte le funzioni dell’organismo. Infatti, virtualmente tutte le cellule dell’organismo possiedono oscillatori circadiani, e in molti organi del corpo sono stati individuati degli oscillatori con un periodo che ricalca l’alternanza nictemerale; per cui, se la sincronizzazione centrale alla fase del nucleo soprachiasmatico rimane una funzione essenziale, per spiegare l’organizzazione infradiana e ultradiana di molte funzioni di apparati, organi e tessuti periferici è necessario ancora molto lavoro di ricerca.

Recentemente, la rilevante mole di studi che indaga le peculiarità dell’asse intestino-cervello ha attratto l’attenzione sulle perturbazioni dell’allineamento circadiano delle funzioni dell’apparato digerente, come quelle dovute al lavoro a turni o ad abitudini di vita, per altre cause, che inducono a star svegli ed alimentarsi di notte e dormire per una parte della giornata. I disturbi causati da queste condizioni di vita sembrano principalmente dovuti a desincronizzazione circadiana intercellulare; pertanto, saperne di più sulle popolazioni cellulari intestinali munite di “crono-rilevatore” a oscillazione è oggi un’esigenza molto sentita.

Isabel Magaña e colleghi coordinati da Yuuki Obata hanno sviluppato un sistema reporter circadiano specifico per tipo cellulare e hanno dimostrato che tutti i principali tipi cellulari della muscolare esterna intestinale possiedono oscillatori circadiani autonomi. Ciascuna cellula ha differenti proprietà di allineamento rispetto al cibo, e l’alimentazione ristretta all’arco temporale diurno induce desincronizzazione circadiana interna nell’ambito dell’intestino. I ricercatori hanno individuato un livello di organizzazione temporale all’interno dell’intestino mai descritto prima: una cronoarchitettura da continuare ad esplorare e definire in tutti gli aspetti.

Intanto, questo lavoro fornisce un quadro concettuale per comprendere il modo in cui la struttura temporale a base circadiana governa la fisiologia intestinale e la mette in rapporto con gli altri processi fisiologici dell’organismo, compresi quelli che hanno luogo nel cervello.

 (Magaña I. et al., Not all gut cellular circadian oscillators are food entrainable. Proceedings of the National Academy of Sciences USA – Epub ahead of print doi: 10.1073/pnas.2520161123, 2026).

La provenienza degli autori è la seguente: Department of Immunology, University of Texas Southwestern Medical Center, Dallas, TX (USA); Department of Neuroscience, University of Texas Southwestern Medical Center, Dallas, TX (USA); Peter O'Donnell Jr. Brain Institute, University of Texas Southwestern Medical Center, Dallas, TX (USA).

Nell’intestino vi sono diverse tipologie cellulari, distinte per origine embriologica e ruolo funzionale, ed è noto che al loro interno sono presenti molti oscillatori circadiani autonomi dalla cellula, ma quali siano le cellule che contengono questi oscillatori e, soprattutto, come gli oscillatori circadiani di differenti tipi cellulari si sincronizzino fra loro e con i cicli circadiani dell’ambiente, non è ancora stato stabilito in modo preciso.

Per affrontare e cercare di risolvere il problema dell’identificazione delle cellule-orologio intestinali e del modo in cui tipi diversi di queste cellule si sincronizzino fra loro e con i ritmi ambientali seguiti dall’organismo nel suo insieme, Isabel Magaña, Yuuki Obata e colleghi hanno creato topi knock-in reporter Cre-dipendenti PER2::LUCIFERASI, che consentono la misurazione ex vivo di oscillazioni circadiane in popolazioni cellulari definite.

Gli espianti ex vivo da topi esprimenti il reporter in uno dei 5 principali tipi cellulari dello strato muscolare esterno della parete intestinale, costituiti da 1) neuroni enterici (EN), 2) cellule gliali enteriche (EGC), 3) cellule interstiziali di Cajal (ICC), 4) cellule muscolari lisce (SMC) e 5) macrofagi muscolari (MM), hanno consentito di accertare che ciascuno dei tipi cellulari presenta ritmi circadiani di bioluminescenza auto-sostenuti, dimostrando che ciascuno di questi tipi di cellule ospita un oscillatore circadiano autonomo dalla cellula.

Gli oscillatori circadiani nei tipi cellulari EN, EGC, SMC e MM si allineavano ai cicli “alimentazione-digiuno”, mentre gli oscillatori circadiani presenti nelle cellule interstiziali di Cajal (ICC) resistevano all’allineamento alimentare.

I risultati, per il cui dettaglio si rinvia alla lettura integrale del testo del lavoro originale, rivelano che differenti tipi cellulari presenti nella parete intestinale possiedono specifiche proprietà di allineamento, e che l’alimentarsi durante i tempi di inattività induce eterogenei spostamenti di fase tra gli oscillatori circadiani intestinali, portando al disallineamento temporale circadiano all’interno dell’intestino.

Tali perturbazioni circadiane, così come quelle associate al lavoro a turni, sono concausa di disturbi intestinali, inclusa la malattia infiammatoria intestinale e disturbi dell’asse intestino-cervello; pertanto, studiare come la desincronizzazione circadiana intercellulare influenza l’omeostasi intestinale dovrebbe fornire nuove strategie terapeutiche basate sulla cronobiologia per combattere queste malattie.

 

L’autore della nota ringrazia la dottoressa Isabella Floriani per la correzione della bozza e invita alla lettura delle recensioni di argomento connesso che appaiono nella sezione “NOTE E NOTIZIE” del sito (utilizzare il motore interno nella pagina “CERCA”).

 

Lorenzo L. Borgia

BM&L-30 maggio 2026

www.brainmindlife.org

 

 

 

 

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